Panoramica del sito
Romanzi, racconti e sceneggiature sono il terreno di lavoro di Sudowrite, un assistente di scrittura basato sull'intelligenza artificiale che le sue pagine descrivono come il partner non giudicante di chi inventa storie. Nella directory il sito compare sotto l'etichetta Siti porno con IA, un'inquadratura che la descrizione ufficiale non conferma: quello che si legge parla di trama, personaggi e revisione, non di contenuti per adulti. L'invito che apre la pagina iniziale, invece, è chiarissimo: provare senza spendere nulla.
Il pezzo forte ha un nome preciso: Muse 1.5, il modello linguistico che l'azienda dichiara sviluppato esclusivamente per la narrativa. Non è un dettaglio da poco, perché gli strumenti generici nascono per rispondere a domande e riassumere documenti, non per tenere il filo di una storia lunga centinaia di pagine. La pagina iniziale lo annuncia con una formula ambiziosa, un'intelligenza narrativa senza pari, ed è su questa scommessa che il prodotto chiede di essere giudicato. Chi ha già provato un chatbot generalista conosce il vero ostacolo: la memoria del contesto, i personaggi che cambiano carattere, i dettagli che si perdono lungo il cammino. La chat segue la stessa impostazione, e le pagine la descrivono come una conversazione costruita pensando ai romanzieri, non agli ingegneri.
Tre intestazioni riassumono il lavoro che l'assistente si propone di coprire. La prima riguarda la pagina bianca, affrontata con una sezione che si intitola, in sostanza, via la pagina bianca: l'autore dovrebbe trovare sempre materiale su cui reagire invece di fissare il vuoto. La seconda riguarda la revisione, riassunta nello slogan secondo cui scrivere è il 10% del lavoro e correggere il restante 90%, una proporzione che sposta l'attenzione dal primo getto alla rifinitura. La terza riguarda la pianificazione, perché una storia regge solo se prima si è stabilito dove deve andare. Sono tre fasi distinte, e il prodotto dichiara di attraversarle tutte.
Sulla lingua il discorso è chiaro e anche prudente. Si può scrivere in quasi qualsiasi idioma, e la funzione di scrittura si adegua alla lingua del testo che si sta componendo; con gli altri strumenti, però, il sistema può ricadere sull'inglese quando non è sicuro. È un limite dichiarato senza girarci intorno, e conviene tenerlo presente se il progetto è un romanzo italiano destinato a restare tale. Per farsi un'idea senza rischi c'è una prova gratuita che non richiede carta di credito.
Quando si arriva al pagamento, le opzioni sono due. Il piano Hobby & Student costa 10 dollari al mese e mette a disposizione 225.000 crediti, una dotazione pensata per chi scrive per diletto o per studio; il piano Professional sale a 22 dollari al mese con un pacchetto di crediti decisamente più ampio ed è indicato per opere lunghe, romanzi o sceneggiature. Scegliendo la formula annuale si può arrivare a un risparmio fino al 50% rispetto al mensile. La differenza tra i due livelli sta soprattutto nella quantità di crediti mensili, quindi la scelta dipende da quanto materiale si prevede di generare.
Attorno al prodotto il sito raccoglie una serie di riconoscimenti che vanno letti come contesto, non come garanzia. Il New Yorker lo ha descritto come una salvezza per chi scrive; tra i nomi citati compaiono Hugh Howey, autore di Silo, e Bernie Su, vincitore di tre Emmy. Le pagine parlano anche di uno strumento fatto da scrittori per scrittori, e l'espressione riassume bene a chi si rivolge: persone che prendono la narrativa sul serio e non vogliono ritrovarsi con una voce appiattita.
Il video introduttivo di undici minuti raccolto nelle domande frequenti è probabilmente il punto da cui partire: mostra come l'assistente entra nel lavoro su una storia e lascia capire se il taglio è quello giusto, prima di ragionare sui due abbonamenti e su quanti crediti servono davvero.



