Panoramica del sito
Danbooru è l'imageboard anime originale, o almeno è così che si presenta nella propria pagina: un archivio di milioni di immagini anime catalogate tramite migliaia di tag. L'etichetta con cui compare nella directory, Siti porno hentai, restringe molto il campo rispetto a ciò che si incontra davvero, ma i richiami tematici messi bene in vista — guro, scat, furry — e un filtro che esclude i post con valutazione generale confermano che il materiale esplicito occupa una fetta importante del catalogo.
Il tag è l'unità di misura di tutto: ogni immagine viene etichettata per personaggio, serie, autore, situazione o dettaglio, e diventa rintracciabile attraverso quella voce. La pagina iniziale ne offre un campione con i conteggi aggiornati, e le differenze sono enormi: si passa da nomi come smugbluefaun, zz0vivianart o maplestar, fermi a poche decine di contributi, ad artisti più presenti come anna anon, blobcg, misaka 12003-gou o lazyprocrastinator, fino a franchise che superano le centomila immagini, come Zenless Zone Zero e Umamusume. È la fotografia di una comunità in cui la popolarità di una serie si trasforma quasi subito in disegni, variant e fan art.
Attorno alle immagini Danbooru tiene in piedi una struttura da progetto partecipato: voci per gli artisti, raccolte tematiche, un wiki, un forum, commenti e note sui singoli post, più una voce di caricamento che lascia intendere un flusso di contributi esterni. Esiste un accesso personale, e accanto a questo una lista nera dei tag che serve a mettere da parte ciò che non si vuole vedere, coerente con un archivio in cui le categorie più estreme convivono con quelle innocue. Le immagini possono anche restare offuscate, con l'opzione di mostrarle tutte.
La pagina iniziale, invece, non accenna a piani, abbonamenti o formule di pagamento: il modello di accesso resta tra le cose che il sito non dichiara apertamente. Anche la data di nascita del progetto non compare tra le informazioni della home.
Un primo giro tra i tag più pesanti, quelli delle serie con oltre centomila immagini, dà la misura del catalogo meglio di qualsiasi descrizione: da lì si capisce se seguire un personaggio, un autore o una delle categorie estreme messe in evidenza nella pagina iniziale.



